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Mal di Testa da Cervicale: Cause, Sintomi e Possibilità di Cura

Soffri spesso di mal di testa? Non preoccuparti! Il mal di testa è un disturbo davvero molto comune, che può essere associato a differenti cause e condizioni: può essere infatti un sintomo correlato ad altri malesseri, oppure rappresentare la patologia stessa. Il mal di testa colpisce il cranio e può manifestarsi con differente intensità (maggiore o minore), può essere continuo o intermittente, cronico o episodico e presentarsi contemporaneamente con altri sintomi, come nausea, vomito e ipersensibilità a luci e suoni.

Il mal di testa potrebbe andare insieme a patologie complesse come la malattia cerebrale, i tumori cerebrali, il glaucoma e la meningite, oppure a condizioni più comuni come l’influenza o lo stress. Alcuni tipi di mal di testa sono al contempo la patologia e il sintomo con cui questa si presenta: per esempio, come nel caso di emicrania, cefalea a grappolo e cefalea tensiva.

Ma scopriamone insieme la causa e facciamo un po’ di chiarezza! Spesso il mal di testa si associa a un problema muscolo-scheletrico delle prime vertebre cervicali del collo: in questo caso, si parla di cervicalgia che affligge anche i muscoli e i nervi di tutto il tratto.

Quest’ultima può essere scatenata da vari fattori, come traumi, strappi, o contratture, ma anche da una postura scorretta e da stress psico-fisico. Le patologie che si associano al mal di testa da cervicale, che è una condizione correlata a una patologia della zona cervicale superiore, ovvero delle prime tre vertebre del collo, sono invece le artrosi, le artriti e le ernie del disco.

E non solo! Il mal di testa da cervicale può spesso presentarsi anche a seguito di bruxismo (spesso notturno, il digrignare i denti, in modo involontario, sfregando l’arcata superiore contro l’inferiore o stringendo con una certa forza le mascelle) e di una malocclusione o una malformazione delle arcate dentali. Succede infatti che quando le nostre arcate entrano in contatto in punti sbagliati, il dolore provocato può affliggere sia cranio che collo e irradiarsi dall’uno all’altro.

Ma quali sono i sintomi di quest’ultima condizione? Mentre la cervicalgia interessa in primis la zona del collo, che risulta rigida e in tensione, e spesso non si riescono ad effettuare una serie di movimenti con il collo e con la testa e il dolore correlato può essere anche costante e prolungato nel tempo, invece il mal di testa da cervicale, o cefalea cervicogenica, si sviluppa se il disturbo cervicale riguarda le prime tre vertebre.

In poche parole, la cefalea si trova in zona occipitale e fronto-temporale, principalmente ai lati del cranio, ma può irradiarsi fino alla fronte e, raramente, coinvolgere le orecchie, la lingua e la gola. Si manifesta con un’intensità moderata, e con un dolore che può assumere varie caratteristiche e può venire avvertito come pulsante, opprimente o persistente. Come detto in precedenza, il dolore aumenta con i movimenti del collo o in caso si assumano posizioni scorrette. La cefalea abitualmente si presenta durante la mattinata per poi andarsi ad intensificare con l’andare delle ore, solamente da un lato della testa, oppure può interessare anche tutto il cranio.

Invece, quando la cervicalgia si situa sotto la terza vertebra cervicale, il disturbo non supera il livello occipitale e, dunque, non può essere associata a cefalea (per esempio un’ernia discale C5-C6 non provocherà mal di testa nel paziente).

Cosa fare per evitare queste fastidiose condizioni ed eliminare i principali fattori di rischio? Esistono, infatti, alcune abitudini che potrebbero aumentare le possibilità di contrarre una cervicalgia e una cefalea da cervicale. Prima di tutte, è quella di mantenere in maniera prolungata una postura forzata: il collo contratto a lungo, potrebbero portare a delle infiammazioni a muscoli, nervi e vertebre. Situazione comune per coloro che, per lavoro, devono passare diverse ore davanti allo schermo del computer.

Un altro fattore di rischio coinvolge l’attività fisica, che potrebbe dare luogo a un’infiammazione in zona cervicale, quando si tratta, in particolar modo, di esercizi che riguardano gli arti superiori. L’attività sportiva non è la principale causa del dolore ovvero non scatena direttamente il mal di testa, ma se va a sollecitare una muscolatura precedentemente contratta, può concorrere a suscitare il disturbo.

Un altro motivo è da ricercarsi nell’assenza di movimento della zona cervicale, soprattutto dopo l’immobilità prolungata del riposo notturno, quando questo si protrae troppo a lungo e il collo, di conseguenza, resta rigido e contratto. In questo caso è possibile che al risveglio ci si scopra afflitti da cefalea, invece di sentirsi riposati!

Altri fattori di rischio importanti possono derivare da traumi cervicali (per esempio, dopo un incidente) che è possibile che scatenino una cefalea importante e persistente, la cui presenza può accompagnare il paziente per mesi o addirittura anni. Questa condizione si verifica se le vertebre hanno perso stabilità e i muscoli che le proteggono devono raddoppiare lo sforzo per compensare il deficit: la tensione muscolare si trasforma quindi in contrattura cronica e, da qui, l’arrivo della cefalea.

Il primo passo, però, è quello di indagare le cause scatenanti della cefalea e distinguerla da altre tipologie di mal di testa. Questa diagnosi viene effettuata dallo specialista che mette la valutazione clinica con anamnesi ed esame obiettivo del paziente insieme ad una serie di esami esplorativi e test diagnostici, come ad esempio radiografia, TAC, risonanza magnetica ed elettromiografia.

La domanda più importante a cui cerchiamo di rispondere adesso è: esistono possibilità di cura? Certo! Una volta diagnosticato il mal di testa da cervicale, lo specialista può impostare la terapia di cura, che può variare in relazione alla causa scatenante della cefalea. Il trattamento più immediato e meno invasivo riguarda la fisioterapia, che è infatti utile per correggere sia problemi posturali sia ripristinare la funzionalità della parte affetta dal disturbo, quando i sintomi cominciano ad attenuarsi. Il percorso fisioterapico può comprendere diversi esercizi di stretching e rafforzamento muscolare, massaggi e manipolazioni.

Se, invece, la cefalea è infiammatoria o provocata da condizioni come ernie e artriti, è opportuno ricorrere ad una terapia farmacologica (antinfiammatori, cortisonici, miorilassanti, neuromodulatori, anestetici locali).

Per conoscere la cura, dobbiamo prima indagare la nostra condizione ed esserne pienamente consapevoli. Il resto arriva da sé!

 

Fonte Humanitas